In tanti si saranno chiesti cosa fossero i tre simboli presenti nella nostra partecipazione. Probabilmente, molti di voi ne conosceranno almeno uno, o due. Difficilmente, li conoscete tutti e tre. Ognuno dei tre simboli parla di noi, in maniera diversa. Ecco come.
Questa
è la Pietra
di Bismantova. Si trova a Castelnovo ne' Monti, vicino
Gatta, il paese di Francesca. Pur con molte differenze, è
l'Ayers Rock (o Uluru, il famosissimo monolito che si trova nel deserto australiano)
italiana.
La Pietra, per la gente di questi posti, è un simbolo, un punto certo e distintivo.
Già Dante Alighieri, nella Divina Commedia, parla della Pietra, che egli stesso scalò e da cui trasse ispirazione per la creazione letteraria del Monte del Purgatorio:
« Vassi
in Sanleo e discendesi in Noli,
montasi su in Bismantova e ’n Cacume
con esso i piè; ma qui convien ch’om voli;
dico con l'ale snelle e con le piume
del gran disio, di retro a quel condotto
che speranza mi dava e facea lume »
(Dante, Purgatorio, canto IV)
Addirittura, sopra la roccia, in mezzo alla vegetazione, sono stati ritrovati dei fossili marini. Segno che un tempo, il mare che bagna Ancona era lo stesso che sommergeva la Pietra.
E
proprio ad Ancona
(anzi, in Ancona, la città di Angelo), si trova la Cattedrale
di San Ciriaco, simbolo assoluto della città. Talmente presente
nella vita degli anconetani, che tanti tra i più vecchi abitanti si chiamano
come il patrono (Ceriàgo, in dialetto).
San Ciriaco si erge sul Colle Guasco, uno dei tre su cui si fonda la Dorica Ankon (nome che i fondatori greci le dettero ispirati dalla sua forma a gomito - in greco antico, ankon).
La barca che vedete davanti al Duomo rappresenta il Peppinello, il peschereccio di famiglia, uno dei più "anziani" del Mandracchio (il porto peschereccio), costruito con tanti sacrifici nel lontano 1964, in piena evoluzione del settore ittico, con il boom della meccanizzazione in corso.
I pescatori e il Duomo: le due facce complementari della città. Il Duomo, patrimonio della città da sempre; la pesca, ancora non completamente dentro il tessuto urbano. Ma questa è un'altra storia.
E
per finire, le famosissime Due Torri di Bologna,
degli Asinelli (la più alta) e della Garisenda
(la più storta), simbolo di cultura, raffinatezza e gusto. "Gusto"
in tutti i sensi, visto che alla loro ombra si dipana una ragnatela di vicoli
pieni di botteghe con ogni ben di Dio, dove troneggia la mortadella, onore e
vanto della città.
Sulle Due Torri è già stato detto e scritto di tutto. Per noi Bologna è, oltre al luogo in cui ci siamo conosciuti e in cui abbiamo vissuto per diversi anni, anche il luogo in cui rimarremo a vivere, forse per poco, forse per sempre.
Torna alla home page del matrimonio